Quarta Tappa: Le obbligazioni al gusto di cacao

Ben ritrovati in questa nuova tappa del nostro viaggio. Oggi andremo alla scoperta di uno degli strumenti più utilizzati nei portafogli di investimento, soprattutto in Italia: le obbligazioni.

Ripartiamo, dunque, con il nostro viaggio e cerchiamo di capire insieme cosa sono le obbligazioni. Anche questa volta partiamo da un esempio, tornando al nostro carrello della spesa. Molti dei carrelli che troviamo nei supermercati, richiedono di inserire una moneta, di solito da un euro, per poter essere utilizzati. Alla fine della nostra spesa, torniamo nello stesso posto, lasciamo il carrello e recuperiamo il nostro euro. Ecco, una obbligazione funziona allo stesso modo. Qualcuno, di solito una società o uno Stato, ha bisogno di liquidità e quindi chiede a noi in prestito dei soldi, impegnandosi a restituirceli alla scadenza. In cambio, ci permette di utilizzare il nostro carrello, che in finanza si traduce con degli interessi che arriveranno sul nostro conto corrente, le cosiddette cedole. Quando prestiamo dei soldi, poi, stiamo dando fiducia a chi li riceve perché, per vari motivi, siamo convinti che ce li ridarà indietro. Può accedere, però, che ci restituisca una parte o persino nulla di quanto prestato. Questo in finanza si chiama rischio di credito. Nel precedente episodio abbiamo già parlato del rischio, fra poco capiremo come questo rischio è legato alle cedole (il rendimento) delle nostre obbligazioni.

Facciamo un passo avanti. Abbiamo detto che, escluse situazioni particolari, alla scadenza riavremo i soldi investiti nelle obbligazioni. Ma qualcuno si starà chiedendo: e se dovessi vendere prima? Se abbiamo seguito bene le regole della pianificazione, questo non sarà per noi un problema: abbiamo obiettivi e scadenze già decisi per cui non venderemo prima. L’imprevisto può, però, sempre accadere ed in quel caso il prezzo lo deciderà il mercato. Come? Torniamo al nostro esempio del carrello per capirlo insieme. Immaginate che nello stesso negozio ci siano dei carrelli che non richiedono monete. Se i due carrelli sono uguali, chiunque sceglierà di prendere l’ultimo carrello senza doversi ricordare di ritirare la monetina. Per scegliere di cambiare carrello, il nostro dovrà avere qualcosa di diverso, per esempio essere più grande. Ecco, i prezzi delle obbligazioni si muovono allo stesso modo. Se c’è un carrello più conveniente, il prezzo del nostro, cioè la nostra obbligazione, scende. Ci sono tanti altri motivi più complessi che possono far cambiare il prezzo, ma per il momento ci basta sapere che se vendiamo prima il prezzo può essere diverso da quanto abbiamo investito (si, può essere anche più alto). Pianificare, però, resta sempre il modo migliore per evitare di trovarsi in questa situazione, magari utilizzando la liquidità che abbiamo messo da parte per gli imprevisti.

Proseguiamo, dunque, il nostro viaggio e cerchiamo di capire insieme come possiamo guadagnare con le obbligazioni. Ritorniamo nel nostro supermercato e diamo uno sguardo allo scaffale della cioccolata. La prima cosa che osserviamo è che ci sono tante marche e tipologie di cioccolata diverse, ognuna con un suo costo. Poi notiamo che per lo stesso tipo di cioccolata, possiamo avere percentuali diverse di cacao che fanno cambiare non solo il costo ma anche il gusto della nostra cioccolata. Ora vi starete chiedendo: cosa c’entra tutto questo con le obbligazioni? Semplice, ogni marca corrisponde ad una società che chiede in prestito i nostri soldi. Più la marca è conosciuta e seria, più facile è che trovi qualcuno disposto a comprarla. Questo per noi è una maggior sicurezza che riavremo indietro i nostri soldi alla scadenza, ma gli interessi che andranno sul conto saranno più bassi. Se quella marca, invece, è poco nota, avrà un prezzo più basso che, tradotto per la nostra obbligazione significa maggiori interessi.

Immaginate di avere davanti uno scaffale pieno di centinaia di marche di cioccolata diverse, non è facile scegliere. La decisione che prendiamo in questi casi è di scegliere quella che conosciamo meglio, magari che abbiamo già assaggiato. Ecco, nelle obbligazioni dobbiamo imparare a fare lo stesso. Saranno tante quelle tra cui scegliere, ma noi dobbiamo seguire sempre le nostre regole: sceglieremo quelle che rispettano le nostre scadenze, quelle che siamo in grado di capire e che conosciamo meglio. Ma ora vi starete chiedendo, come fare in concreto? La scadenza è indicata accanto al nome dell’obbligazione, se non rispetta i nostri obiettivi la scartiamo. Per capire meglio il resto, torniamo alla nostra cioccolata ed alle percentuali di cacao. Più alta è la percentuale di cacao, maggiore è il retrogusto amaro che sentiremo mentre mangiamo la cioccolata. Nelle nostre obbligazioni la percentuale di cacao corrisponde con un livello di rischio più alto: le obbligazioni più rischiose ci daranno di solito interessi più alti. Se non amiamo molto il retrogusto amaro, meglio guadagnare qualcosa in meno ma affidarsi ad obbligazioni più sicure. E, comunque, mai acquistare marche che non si conoscono, meglio evitare un mal di pancia, che in finanza si traduce in perdita di denaro.

Prima di fermarci ad osservare il paesaggio, una piccola sosta per parlare delle cedole. I nostri interessi verranno divisi in cedole, cioè in pagamenti che arriveranno sul conto a volte ogni tre mesi, a volte ogni sei o una volta all’anno a seconda dell’obbligazione. All’apparenza non c’è grossa differenza, possiamo scegliere quella più adatta ai nostri obiettivi, ma quando tratteremo della tassazione scopriremo che il nostro viaggio dipende anche da questa scelta.

Abbiamo quindi imparato che con le obbligazioni possiamo proteggere il nostro capitale, che dobbiamo però essere attenti alle scadenze ed a chi prestiamo i nostri soldi, guadagnare di più spesso significa anche rischiare di più. Ci sarà più avanti un altro episodio dedicato alle obbligazioni per parlare più nel dettaglio di alcuni aspetti, ma prima dobbiamo raccogliere altri strumenti da mettere nel nostro zaino. Pronti, quindi, a ripartire, nel prossimo episodio il nostro viaggio prosegue con le azioni.


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